Nel 2025, la Congregazione delle Suore di San Giuseppe ha celebrato 375 anni dalla sua fondazione ufficiale. La memoria del cosiddetto Piccolo Progetto — espressione utilizzata dal fondatore, Padre Jean-Pierre Médaille, sin dalla fondazione — continua a ispirare migliaia di Suore e laici presenti oggi in cinque continenti.
Nato in Francia a metà del XVII secolo, questo carisma ha attraversato secoli segnati da guerre, rivoluzioni, dispersioni e ricostruzioni, preservando fedelmente la sua essenza: unire le persone tra loro e con Dio attraverso un servizio amorevole, specialmente verso i poveri e gli emarginati.
Le Suore di San Giuseppe fanno parte del grande movimento della vita religiosa apostolica femminile, ispirato da figure come Angela Merici, Mary Ward, il primo progetto delle Suore della Visitazione e le Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli.
Nella Francia del XVII secolo, alcune donne si sono sentite chiamate a vivere la loro consacrazione in mezzo al popolo, e non dietro le grate dei chiostri, rimanendo fedeli alle leggi della Chiesa e alle consuetudini dell’epoca. Questo desiderio rispondeva a una società profondamente ferita da divisioni religiose, ignoranza della fede, guerre civili e religiose, povertà e abbandono sociale.
Fu in questo contesto che nacque la Congregazione di San Giuseppe, proponendo una forma di vita religiosa allo stesso tempo contemplativa e apostolica, radicata nella preghiera ed espressa nel servizio concreto.
La Fondazione e il Piccolo Progetto
Con il sostegno spirituale di un gesuita, Padre Médaille, donne umili si sono riunite e si sono sostenute reciprocamente in una vita interamente dedicata a Dio e agli altri. Ceravano di rispondere ai bisogni del loro tempo e sono diventate strumenti di unità e riconciliazione.
Inspirato nella contemplazione dei misteri della Trinità, dell’Eucaristia e dell’Incarnazione, Padre Médaille esprimeva la visione del Piccolo Progetto: una comunità semplice e discreta, totalmente dedita a Dio, vicina al popolo e attenta ai più poveri.
Il gruppo iniziale di queste donne coraggiose era composto da:
Padre Médaille redigeva anche Costituzioni, Linee Guida e le Massime di Perfezione per i laici.
Dopo la sua morte, altri scritti, come Contemplazioni e Elevazioni, furono pubblicati a Clermont. Dopo tredici anni di missione nelle Alpi, morì nel 1669, a Billom, vicino a Clermont. Il suo obituario registrò: “Era chiamato santo, un apostolo.”
Riconoscimento Ufficiale e Crescita Iniziale
Il 15 ottobre 1650, il Vescovo di Le Puy, Dom Henri de Maupas, riconobbe ufficialmente la Congregazione delle Suore di San Giuseppe, che si stava rapidamente sviluppando nel centro e nel sud-est della Francia. Più di centocinquanta comunità furono soppressi durante il periodo della Rivoluzione francese. Le Suore furono disperse, alcune imprigionate e cinque furo martirizzate dalla ghigliottina.
Le Suore si dedicarono all’istruzione, al cura dei malati e all’attenzione alle necessità spirituali e sociali del popolo. Le prime Costituzioni ricordano che il servizio dovrebbe essere prestato con lo stesso cuidato, diligenza e carità cordiale di San Giuseppe.
Persecuzione Durante la Rivoluzione Francese
L’improvvisa espansione della Congregazione fu interrotta violentemente durante la Rivoluzione francese. Più di cento comunità furono soppresse, le Suore furono disperse, molte imprigionate e cinque furono martirizzate alla ghigliottina, testimoniando della fede e della fedeltà al carisma.
Ricostruzione e Nuove Fondazioni
Dopo il periodo rivoluzionario, la Congregazione fu ricostruita grazie alla coraggio e alla leadership di Madre San Giovanni Fontbonne, una vecchia Suora che aveva fuggito dalla prigione. Il 14 luglio 1808, dodici giovani ricevettero l’abito sotto la sua guida a Lione, che divenne il nido di molte Congregazioni di San Giuseppe nel mondo.
Tra queste c’era Madre San Giovanni Marcoux, inviata in Savoia nel 1812, che divenne la fondatrice della Congregazione di Chambéry. Da lì, inviò Suore a Saint Jean de Maurienne, Moûtiers, Torino e Pinerolo, dando origine a nuovi rami delle Suore di San Giuseppe.
Espansione Missionaria in tutti i Continenti
A partire dal 1851, le Suore della Savoia espansero la loro missione oltre la Francia:
India – per rinforzare la missione delle Suore di Annecy
Stati Uniti – Carondelet
Centro della Francia
Erano le prime religiose cattoliche a ritornare in Scandinavia dopo la Riforma, stabilendo comunità in:
Danimarca (1856)
Svezia (1862)
Norvegia (1865)
Islanda (1896)
All
Russia (1863), da dove le Suore furono successivamente espulse a causa della Rivoluzione
Nel 1872, un ramo fondato a Roma dalla comunità di Torino si unì alla Congregazione di Chambéry.
Secoli XX e XXI
L espansione continuò durante il XX secolo, con missioni stabilite in:
Europa: Belgio, Svizzera, Germania, Irlanda, Galles e Repubblica Ceca
Pakistan
Madagascar (in seguito affidata alle Suore di San Giuseppe di Aosta)
Liberia (missione successivamente abbandonata a causa della guerra civile)
Bolivia
La Casa Madre della Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Chambéry fu trasferita a Roma nel 1946.
All inizio del XXI secolo, nuove missioni furono aperte in Tanzania e in Mozambico.
Un Carisma Condiviso Oggi
Attualmente, la Congregazione di San Giuseppe è presente in più di 43 paesi, con circa 7.100 Suore in tutto il mondo, appartenenti a 26 Congregazioni dello stesso ceppo spirituale.
La Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Chambéry è attualmente presente in 13 paesi, con 1.322 membri.
Negli ultimi decenni, i laici associati hanno condiviso sempre più la ricchezza di questa spiritualità, partecipando attivamente alla missione e aiutando a trasmettere il carisma del Piccolo Progetto alle nuove generazioni.
Le Costituzioni della Congregazione affermano:
“Il nostro carisma di unione totale di noi stesse e delle persone con Dio, e di unione delle persone tra loro e con noi, ha la sua origine nel principio ignaziano della spiritualità: Tutto per la maggior gloria di Dio.”
E, nelle parole del Padre Médaille:
“Questo, miei amati fratelli, è il fine della nostra Congregazione, privata di se stessa:
realizzare questa dupla unione totale — di noi stesse e delle persone con Dio,
e di una con l’altra — tutto in Gesù e in Dio, suo Padre.”
(Lettera Eucaristica, n. 29)
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